Osservatorio Scolastico di Area - Distretto di San Miniato
Gli studi di psicologia, linguistica, neuroscienza e antropologia culturale degli ultimi venti anni hanno aperto orizzonti nuovi sul problema dell'apprendimento, con un impatto rilevante sul mondo della formazione e dell'educazione. Sono stati analizzati i meccanismi dell'apprendimento che oggi appare un' attività complessa, non solo cognitiva ma di organizzazione, costruzione, interazione. Memoria, conoscenze e rappresentazioni mentali sono state esplorate e ampiamente ridefinite. Si parla di nuove tipologie della conoscenza e di nuovi modelli di intelligenza e di mente (Gardner, Sternberg, Fodor, Varela...).
E' possibile tradurre in scelte didattiche i risultati della ricerca scientifica? Quali ambiti ne possono essere destinatari?
Durante la Giornata di studio "L'arte di Apprendere" (Auditorium Liceo Scientifico "G. Marconi" di S. Miniato in data 1.4.98) organizzata dall' Osservatorio Scolastico di Area - Distretto di San Miniato Progetto Integrato di Area , con la collaborazione dell'ARCO e delle Edizioni del Cerro si è cercato di affrontare il problema. Da due anni l'ARCO, l'Associazione per la Ricerca Cognitiva che opera presso l'Istituto Magistrale Falchi di Montopoli V/A, sta studiando alcune esperienze di educazioni cognitiva, analizzando metodi, modalità applicative di programmi , nati in contesti geografici e culturali diversi e rivolti a diverse fasce di età. Gli interventi della Giornata hanno avuto come filo conduttore proprio l'educazione cognitiva e l'esame delle proposte didattiche ispirate ad essa per cercare di orientare docenti, genitori, esperti all'interno della fioritura di Programmi per l'apprendimento, a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni.
Non tutti gli individui sono pronti ad adattarsi alle molteplici richieste di "apprendimento" scolastiche, professionali e sociali. Ancora molti alunni incontrano difficoltà di apprendimento e i motivi degli insuccessi non possono essere attribuiti esclusivamente all'alunno. Come ha sottolineato la dott. R. Sbrana del Provveditorato agli Studi di Pisa, intervenuta sul tema : "La prevenzione dell'insuccesso scolastico", sono necessarie una riflessione sul tradizionale modo di impostare l'istruzione e una revisone del tradizionale sistema didattico.
L'educazione cognitiva, illustrata nelle sue linee teoriche e applicative, dal prof. L. Paour - Université di Aix en Provence Laboratoire de Psycologie du Développement, può dare un contributo ad affrontre al questione. L'educazione cognitiva è approccio sistematico di trasmissione di strumenti per il funzionamento intellettuale, allo scopo di costruire o ricostruire l'esperienza personale e dotare il soggetto di più efficaci strumenti per apprendere e perciò conquistare autonomia personale e sociale. Nell'incontro sono stati segnalati alcuni metodi riferibili ai presupposti dell'educazione cognitiva e metacognitiva anche se diversificati per tipo di attività e pratiche applicative: PEC ( Bright Start - Programma di educazione cognitiva per bambini in età prescolare - Haywood, Brooks e Burns), trattato dalla Stesso Paour; "Philosophy for Children" - M. Lipman, ovvero come "educare al pensare", presentato dalla dott. Marina Santi Collaboratrice del Dipartimento di Scienze dell'educazione dell'Università di Padova e Direttrice del CIREP di Rovigo; "La pratica pedagogica della Gestione mentale" - A. De la Garanderie, illustrato dal dott. P. Sacchelli.
I programmi esaminati, esempi di innovazione delle pratiche educative, stimolano un ripensamento sui nostri abituali comportamenti educativi , inducendo atteggiamenti più aperti all'innovazione ma anche più "fallibili", aperti cioè alla smentita e alla verifica intersoggettiva, e ai risultati derivanti dal confronto di esperienze o dal lavorare insieme.